La leggenda della primula

PRIMAVERA La leggenda della primula Per comprendere Z Rispondi sul tuo quaderno. Quale conseguenza ebbe la maledizione del re alla primavera? Chi apparve alla principessa e che cosa le disse? Perché Valentina cominciò a piangere? Che effetto ebbero le sue lacrime? Perché le primule si chiamano così? Un giorno un re, infastidito dai raggi del sole che gli impedivano di leggere, maledisse la primavera e si augurò che rimanesse per sempre l'inverno. E fu accontentato. Giunse la Regina delle Nevi con la sua carrozza di cristallo e avvolse il suo regno nel gelo, scacciando il sole. Il re non si era reso conto di quello che aveva combinato; i suoi sudditi erano sempre più tristi e sua glia Valentina passava le giornate rinchiusa nel castello, davanti al caminetto, attendendo una primavera che non sarebbe più venuta. Ma un giorno una fata gentile uscì dalle amme e si presentò alla principessa con in mano una piccola piantina. Se Valentina fosse riuscita a farla sbocciare, la morsa del gelo sarebbe scomparsa. Valentina uscì per piantare la piantina, ma il terreno era ghiacciato e le sue mani si congelarono e si graf arono tutte. La principessa allora iniziò a piangere e le sue calde lacrime sciolsero il terreno circostante e le permisero di piantare la piantina che subito sbocciò in grandi ori gialli. I ori, come piccoli soli, attirarono il grande sole e ricomparve la primavera su quelle terre gelate. Così le persone del regno ritornarono a sorridere e chiamarono i primi ori della primavera "primule". A. Zanoncelli, 365 giorni di storie belle e brevi, Edizioni del Baldo 158

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