La struttura: La lucciola

La leggenda La struttura La lucciola Tanto tempo fa, quando gli animali potevano parlare, un ragno invitò a cena una lucciola. La lucciola si preparò e quando calò la sera, andò all'appuntamento. Entrò nel bosco scuro e raggiunse la siepe dove abitava il ragno. – Da dove passo? – chiese la lucciola. – È talmente buio che non vedo la porta. – Di qua, ma spicciati, cara. Ho una fame da lupo! La lucciola avanzò a tentoni, muovendo piano le ali. Dovete sapere che, durante il giorno, il ragno aveva tessuto una tela grande e robusta e l'aveva appesa davanti alla sua tana. E mentre preparava la trappola se la rideva: – Ah ah, c'è cascata! Che oca quella lucciola! Non vedo l'ora di mangiarmela per cena! Povera lucciola, stava finendo nella rete come un pesce! Ma ecco che accadde qualcosa di inaspettato. La luna spuntò improvvisamente da dietro una nuvola e illuminò la scena. Com'era grande la tela del ragno! La lucciola la vide e si spaventò così tanto che, senza neppure dire "oh", fuggì via come il vento. Che fortuna, si era salvata! Ma che rischio aveva corso ad andare in giro di notte come una mosca cieca! – Da oggi – esclamò quando fu di nuovo a casa – alla sera uscirò solo con una lanterna! E da allora la lucciola fa sempre così, perché ha imparato che fidarsi è bene, ma non fidarsi del buio certe volte è meglio. Emanuela Nava, E da quel giorno..., Giunti Esplora il testo Leggi la storia e colora la colonna laterale per evidenziare la struttura del testo: in rosso l'inizio; in verde lo sviluppo; in azzurro la conclusione. Per comprendere Leggi e segna con una X la risposta corretta. Per quale motivo la lucciola decise di portare sempre con sé la lampada? Perché voleva essere luminosa come la sua amica Luna. Perché al buio aveva rischiato di cadere nella trappola del ragno. Perché, avendo problemi di vista, rischiava di non vedere la strada.
La leggenda La struttura La lucciola   Tanto tempo fa, quando gli animali potevano parlare, un ragno invitò a cena una lucciola. La lucciola si preparò e quando calò la sera, andò all'appuntamento. Entrò nel bosco scuro e raggiunse la siepe dove abitava il ragno. – Da dove passo? – chiese la lucciola. – È talmente buio che non vedo la porta. – Di qua, ma spicciati, cara. Ho una fame da lupo! La lucciola avanzò a tentoni, muovendo piano le ali. Dovete sapere che, durante il giorno, il ragno aveva tessuto una tela grande e robusta e l'aveva appesa davanti alla sua tana. E mentre preparava la trappola se la rideva: – Ah ah, c'è cascata! Che oca quella lucciola! Non vedo l'ora di mangiarmela per cena! Povera lucciola, stava finendo nella rete come un pesce! Ma ecco che accadde qualcosa di inaspettato. La luna spuntò improvvisamente da dietro una nuvola e illuminò la scena. Com'era grande la tela del ragno! La lucciola la vide e si spaventò così tanto che, senza neppure dire "oh", fuggì via come il vento. Che fortuna, si era salvata! Ma che rischio aveva corso ad andare in giro di notte come una mosca cieca! – Da oggi – esclamò quando fu di nuovo a casa – alla sera uscirò solo con una lanterna! E da allora la lucciola fa sempre così, perché ha imparato che fidarsi è bene, ma non fidarsi del buio certe volte è meglio.   Emanuela Nava, E da quel giorno..., Giunti Esplora il testo   Leggi la storia e colora la colonna laterale per evidenziare la struttura del testo: in rosso l'inizio; in verde lo sviluppo; in azzurro la conclusione. Per comprendere  Leggi e segna con una X la risposta corretta.  Per quale motivo la lucciola decise di portare sempre con sé la lampada?   Perché voleva essere luminosa come la sua amica Luna.   Perché al buio aveva rischiato di cadere nella trappola del ragno.   Perché, avendo problemi di vista, rischiava di non vedere la strada.