Il protagonista: Gli aculei del riccio

La leggenda Il protagonista Gli aculei del riccio All'inizio il riccio era liscio e roseo come un porcellino appena nato. Era anche molto piccolo. Di animo buono e dolce, come succede agli uomini, quelle sue belle caratteristiche venivano scambiate per stupidità. In pratica era un po' lo scemo del villaggio, nel nostro caso del bosco. Ogni volta che qualcuno lo incontrava lo spintonava, lo derideva, gli rubava la merenda, gli dava pacche sulla schiena e, non di rado, anche schiaffi in testa. Il riccio sopportava, cercava amicizia, perdonava. Ma dentro di sé era triste e un poco anche spaventato. Non capiva il motivo di tanta cattiveria. A quel punto il Signore intervenne. Ogni volta che qualche maleducato gli tirava una pacca o peggio uno schiaffo, al riccio spuntavano immediatamente sul corpo migliaia di aculei pungenti. E il violento di turno riceveva la paga. Ma era fastidioso sentir uscire tante volte gli aculei perché gli scherzi di mano erano parecchi. Allora il Signore decise di lasciarglieli addosso per sempre. Ora, con quella corazza, il riccio sembra un animale spaventoso ma, se lo guardate da vicino, ha ancora occhi buoni e dolci. M. Corona, Storie del bosco antico, Mondadori Esplora il testo Che scopo ha questa leggenda? Spiegare perché il riccio ha gli aculei. Spiegare perché il riccio ha gli occhi dolci. Spiegare perché il riccio va in letargo. Per comprendere Il protagonista della leggenda subisce una trasformazione nell'aspetto fisico. Trova le informazioni nel testo e rispondi alle domande sul quaderno. INIZIO Chi è il protagonista della leggenda? Com'era il suo aspetto fisico all'inizio? Che carattere aveva? SVILUPPO Cosa lo rendeva molto triste? Che cosa fece allora il Signore per aiutarlo? CONCLUSIONE Com'è ora l'aspetto del riccio? Da che cosa si capisce che ha ancora un buon carattere?
La leggenda Il protagonista Gli aculei del riccio All'inizio il riccio era liscio e roseo come un porcellino appena nato. Era anche molto piccolo. Di animo buono e dolce, come succede agli uomini, quelle sue belle caratteristiche venivano scambiate per stupidità. In pratica era un po' lo scemo del villaggio, nel nostro caso del bosco. Ogni volta che qualcuno lo incontrava lo spintonava, lo derideva, gli rubava la merenda, gli dava pacche sulla schiena e, non di rado, anche schiaffi in testa. Il riccio sopportava, cercava amicizia, perdonava. Ma dentro di sé era triste e un poco anche spaventato. Non capiva il motivo di tanta cattiveria. A quel punto il Signore intervenne. Ogni volta che qualche maleducato gli tirava una pacca o peggio uno schiaffo, al riccio spuntavano immediatamente sul corpo migliaia di aculei pungenti. E il violento di turno riceveva la paga. Ma era fastidioso sentir uscire tante volte gli aculei perché gli scherzi di mano erano parecchi. Allora il Signore decise di lasciarglieli addosso per sempre. Ora, con quella corazza, il riccio sembra un animale spaventoso ma, se lo guardate da vicino, ha ancora occhi buoni e dolci.   M. Corona, Storie del bosco antico, Mondadori Esplora il testo   Che scopo ha questa leggenda?   Spiegare perché il riccio ha gli aculei.   Spiegare perché il riccio ha gli occhi dolci.   Spiegare perché il riccio va in letargo. Per comprendere   Il protagonista della leggenda subisce una trasformazione nell'aspetto fisico. Trova le informazioni nel testo e rispondi alle domande sul quaderno. INIZIO   Chi è il protagonista della leggenda?   Com'era il suo aspetto fisico all'inizio?   Che carattere aveva? SVILUPPO   Cosa lo rendeva molto triste?   Che cosa fece allora il Signore per aiutarlo? CONCLUSIONE   Com'è ora l'aspetto del riccio?   Da che cosa si capisce che ha ancora un buon carattere?