Oggetti umanizzati: Un ombrello particolare

Il testo fantastico Oggetti umanizzati Un ombrello particolare Nessuno era affezionato quanto lui a un ombrello. Era infatti un ombrello straordinario, che riparava da tutto: dai raggi del sole, dal vento, dalla grandine, dai vasi che cadevano dai balconi fioriti, dai fulmini e, all'occasione, persino dai colpi di pistola e di fucile. Era un ombrello che non aveva paura di nulla. Solo una cosa temeva. Il proprietario se ne accorse la prima volta che uscì col cielo nuvoloso. Appena caddero le prime gocce di pioggia, l'ombrello inumidendosi, cominciò a starnutire, chiudendosi e riaprendosi di scatto. – Incosciente! – gridava l'ombrello. – Vuoi farmi prendere la polmonite? Proprio così: l'ombrello temeva la pioggia! Il suo proprietario, però, continuò a portarlo sempre con sé. Prese solo una precauzione: quella di indossare anche l'impermeabile. Appena cominciava a piovere, egli richiudeva l'ombrello e lo riparava sotto l'impermeabile. – Beh! – diceva – Non si può pretendere la perfezione da nessuno, figuriamoci da un ombrello. M. Argilli, Menù di 100 storie, Editori Riuniti Esplora il testo Indica con una X gli elementi fantastici presenti nel racconto. Un uomo che ha un ombrello. Un ombrello che ripara da tutto, anche dai colpi di pistola. Il cielo che si rannuvola e comincia a piovere. Un ombrello che parla e teme di ammalarsi. Un ombrello che prova emozioni umane. Per comprendere Chi sono i personaggi presenti in questo racconto? Quali poteri straordinari ha questo particolare ombrello? Che cosa teme invece? Se ti fossi trovato al posto del proprietario dell'ombrello, che cosa avresti fatto?

Il testo fantastico

Oggetti umanizzati

Un ombrello particolare

Nessuno era affezionato quanto lui a un ombrello. Era infatti un ombrello straordinario, che riparava da tutto: dai raggi del sole, dal vento, dalla grandine, dai vasi che cadevano dai balconi fioriti, dai fulmini e, all'occasione, persino dai colpi di pistola e di fucile. Era un ombrello che non aveva paura di nulla. Solo una cosa temeva. Il proprietario se ne accorse la prima volta che uscì col cielo nuvoloso. Appena caddero le prime gocce di pioggia, l'ombrello inumidendosi, cominciò a starnutire, chiudendosi e riaprendosi di scatto.

– Incosciente! – gridava l'ombrello. – Vuoi farmi prendere la polmonite?

Proprio così: l'ombrello temeva la pioggia! Il suo proprietario, però, continuò a portarlo sempre con sé. Prese solo una precauzione: quella di indossare anche l'impermeabile. Appena cominciava a piovere, egli richiudeva l'ombrello e lo riparava sotto l'impermeabile.

– Beh! – diceva – Non si può pretendere la perfezione da nessuno, figuriamoci da un ombrello.


   M. Argilli, Menù di 100 storie, Editori Riuniti

Per comprendere

  Chi sono i personaggi presenti in questo racconto?

 

  Quali poteri straordinari ha questo particolare ombrello?

 

  Che cosa teme invece?

 

  Se ti fossi trovato al posto del proprietario dell'ombrello, che cosa avresti fatto?