Capire un testo fantastico: Luna e la bambina

Il testo fantastico Capire un testo fantastico Luna e la bambina Inizio • situazione iniziale Una notte la Luna, che se ne stava nel mezzo del cielo come spesso capita, soprattutto di notte, per scelta o per distrazione, questo non si sa, se ne scese di lassù e capitò sulla Terra, assonnata. Per fortuna era buio e quasi tutti se ne stavano raggomitolati in qualche sogno, così nessuno se ne accorse. Sviluppo • parte centrale La Luna rimbalzò un po' qua e un po' là, per poi fermarsi tranquilla proprio di fronte a una casa. Anzi, di più, di fronte alla porta di una casa! Al mattino la bambina, che in quella casa aveva dormito per tutta la notte, pronta per la scuola diede un bacio a mamma e papà e se ne uscì. Anzi no! Aperta la porta, di là dell'uscio c'era solo roccia. Tanta roccia, pesantissima roccia, ed era impossibile passare. Senza perdersi d'animo la bambina ci pensò un po' su, poi si guardò intorno, diede un altro bacio a mamma e papà, aprì la finestra della sua cameretta, saltò fuori con l'agilità del mattino, si aggrappò a un ramo dell'albero di fronte, lasciandosi dondolare, poi si arrampicò fino alla cima dell'albero e, già che c'era, continuò la sua passeggiata verso l'alto fino in cielo, dove si fermò a guardare giù. Conclusione • parte finale Quando le cose tornarono a posto, con la Luna di nuovo su in cielo e la bambina tra i banchi di scuola, anche se non sembra, nulla fu più come prima, perché da quel giorno, o da quella notte, la Luna guarda giù, con il suo volto tondo da bambina, forse per cercare la sua amica o, più probabilmente, per leggere quello che c'è scritto sulla lavagna. A. Valente, Favole dell'ultimo minuto, Lapis Elementi del testo fantastico Tempo indefinito Luogo Personaggi fantastici che agiscono accanto a Personaggi realistici Fatti inverosimili che si intrecciano con Fatti verosimili

Il testo fantastico

Capire un testo fantastico

Luna e la bambina

Inizio situazione iniziale

Una notte la Luna, che se ne stava nel mezzo del cielo come spesso capita, soprattutto di notte, per scelta o per distrazione, questo non si sa, se ne scese di lassù e capitò sulla Terra, assonnata. Per fortuna era buio e quasi tutti se ne stavano raggomitolati in qualche sogno, così nessuno se ne accorse.


Sviluppo parte centrale

La Luna rimbalzò un po' qua e un po' là, per poi fermarsi tranquilla proprio di fronte a una casa. Anzi, di più, di fronte alla porta di una casa!

Al mattino la bambina, che in quella casa aveva dormito per tutta la notte, pronta per la scuola diede un bacio a mamma e papà e se ne uscì. Anzi no! Aperta la porta, di là dell'uscio c'era solo roccia. Tanta roccia, pesantissima roccia, ed era impossibile passare. Senza perdersi d'animo la bambina ci pensò un po' su, poi si guardò intorno, diede un altro bacio a mamma e papà, aprì la finestra della sua cameretta, saltò fuori con l'agilità del mattino, si aggrappò a un ramo dell'albero di fronte, lasciandosi dondolare, poi si arrampicò fino alla cima dell'albero e, già che c'era, continuò la sua passeggiata verso l'alto fino in cielo, dove si fermò a guardare giù.


Conclusione parte finale

Quando le cose tornarono a posto, con la Luna di nuovo su in cielo e la bambina tra i banchi di scuola, anche se non sembra, nulla fu più come prima, perché da quel giorno, o da quella notte, la Luna guarda giù, con il suo volto tondo da bambina, forse per cercare la sua amica o, più probabilmente, per leggere quello che c'è scritto sulla lavagna.


  A. Valente, Favole dell'ultimo minuto, Lapis